Un viaggio nelle vite degli altri

Un bicchiere di vino, una tavolata di amici, il salotto di una casa privata e un caffé della moka, una passeggiata in un centro storico, il viaggio in macchina attraverso qualche vallata, un po’ di curve e qualche fosso.

E’ questa la mia campagna elettorale e faccio anche fatica a dire che sono in giro a chiedere di votare per me. Faccio fatica a pensare che quel sto vivendo adesso sia diverso da quel che faccio da tre anni ormai. E’ un viaggio, solo più intenso, nel bel mezzo della mia terra, per andare incontro a persone che non conoscevo, per ritrovare vecchi amici. In macchina Carlo macina chilometri, Antonio rivede le immagini che ha girato, Carmine controlla la mia agenda. Non ho mai passato tanto tempo con loro come in questi giorni.

Per la verità non ho mai passato tanto tempo in una macchina, lontano da casa e dalle mie passeggiate a piedi per Avellino. Poi arriva il momento di fermarsi e di parlare un po’. Ho scelto di vivere così questo mese scarso. Non mi venivano in mente modi diversi dal passare ogni tanto un po’ di tempo in un paese diverso. Non ce la facevo a stare su un palco o dietro a un tavolo a parlare senza preoccuparmi di ascoltare.

Sapete cosa fa di solito un politico quando parla in pubblico? Fissa un punto nel vuoto e si concentra su quello che ha da dire. E così avete l’impressione che fissi proprio voi, in mezzo a tanti. E invece fissa se stesso e non ascolta. Ho scelto di stare sullo stesso divano di qualche amico che mi ha aperto casa sua, di camminare nello stesso vicoletto di quei coraggiosi che, a dispetto di tutto, sono rimasti abbarbicati a quei paesini che vanno a spopolarsi, e di fermarmi nelle stesse pizzerie dove si ritrovano quelli che cercano uno svago semplice. E i discorsi si fanno senza giri di parole. Non ho bisogno di districarmi nell’estetica del linguaggio. Posso dire con parole semplici e sincere quello che penso e rispondere a domande semplici. Perché non abbiamo una strada? Perché quella fabbrica ha chiuso? Perché Napoli è così lontana? E poi ci sono anche quelli che pretendono di sapere da che parte sto e perché il mio partito è così contorto.E quando rispondo, penso che non mi sto specchiando nel mio io e non sto fissando il vuoto, ma che sono in mezzo a loro, in mezzo ai loro problemi e ai loro dubbi. Dimentico che sono in campagna elettorale e che questi momenti non dureranno solo un paio di settimane ancora.

Continuerò a viaggiare nelle vite e nei luoghi dei miei amici.

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