Biografia

francesco todisco

Non siamo tutti dalla stessa parte. E io ho scelto da che parte stare. Quella che ha sete di uguaglianza, di libertà e di giustizia sociale. Sono un uomo di parte. E proprio per questo non mi nascondo e non cancello le differenze che ci sono. E credo che sia proprio in questa volontà di tenere vive le differenze che si esalti la politica. Quella bella, quella vera. Tutt’altra cosa da chi ritiene che gli ideali di destra e di sinistra non ci siano più. Io sono qui dove sempre sono stato: a sinistra. L’esperienza è cominciata presto, nella Sinistra giovanile, dove ho imparato che la politica è orgoglio delle proprie idee ma anche capacità di confronto. È qui che conosco, davvero, la storia della mia città: Avellino. Il guscio in cui nasco e non mi rinchiudo. I suoi problemi e le sue potenzialità, le sue difficoltà e le sue speranze. Così si forma il mio sguardo sul mondo.
Nel 2004 vengo eletto consigliere comunale per i Ds e anche il Comune di Avellino si rivela una scuola, dove capisco la distanza fra le “carte” e l’umanità. Anche qui provo a stare sempre dalla parte giusta, scelta dopo scelta, oltre gli schemi del Consiglio e dell’appartenenza al gruppo consiliare.

In quegli anni le passioni di tanti di noi danno vita al Pd. Anche la mia. Il mio impegno vive nella costruzione di questa speranza. Il nostro Pd si chiama Circolo “Foa”, il luogo dove vecchi e giovani militanti si incontrano con la consapevolezza che per far vivere i propri ideali è necessaria la militanza nel proprio partito.

Nel 2013, dopo nove anni di impegno consiliare per Avellino, decido di non ricandidarmi. Avrei voluto che la nostra idea di città e di politica fosse rappresentata da chi, con me, aveva costruito il Circolo “Foa”. La politica è la consapevolezza e la bellezza di un collettivo che cammina insieme. La capacità di coinvolgere persone e non centrare tutto su di sé.

Eppure, nelle ultime elezioni amministrative in città non ci sono stati candidati del Circolo “Foa”. La ragione? Nessuno di noi ha voluto mettere la faccia, nella stessa lista, con chi è sempre stato dall’altra parte (in questo caso con la destra di Renata Polverini) e abbiamo scelto di restare fuori, impegnandoci diversamente. Poco pratici, astratti, idealisti? Può darsi. Ma noi siamo questo. Non siamo tutti dalla stessa parte e noi abbiamo scelto da quale parte stare.

Il 2013 è stato anche l’anno dell’ultimo congresso provinciale. La mia parte decide di candidarmi a segretario provinciale. Non è stato un congresso vero, visto che contro ogni regola di buon senso è stato possibile fino al giorno stesso delle votazioni iscriversi al partito. Per noi la militanza è la storia di un impegno, non una scelta occasionale. E così, mentre gli altri candidati cercavano persone da convincere a iscriversi per qualche voto in più, io ho conosciuto l’Irpinia. Democratici di ogni paese. Vecchi e giovani che avevano voglia di riconoscersi in un altro Pd. Uomini e donne, non tessere, né voti. Sentimenti , idee e persone. E sono orgoglioso di quei giorni, perché è in quei giorni che ho riscoperto la passione che portò alla nascita del Pd.
Adesso siamo qui. Per continuare il nostro impegno. Oltre le solitudini delle nostre persone, delle nostre città, dei nostri luoghi per sentire sulla nostra pelle le sofferenze e le speranze dell’umanità. Indignandoci e non rassegnandoci. Impegnandoci e non tirandoci indietro. Costruendo con ostinazione. Con orgoglio, con la nostra storia, con le nostre idee. Con la nostra speranza di futuro.Francesco Todisco

Leave a Reply